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Il respiro dell'essere.
Riflessioni sull'immagine
di
Mario Galzigna (Padova)

"O immaginazione! Il più grande tesoro
dell'uomo, l'inesauribile fonte alla quale
tanto l'Arte quanto la Cultura vengono
ad abbeverarsi! Oh, rimani con noi…
così che ci si possa porre al riparo dal
cosiddetto Illuminismo, quell'orrendo
scheletro senza sangue né carne"
(F. Schubert, 1824)

  • 1. IMMAGINE E MOVIMENTO
  • 2. VENIRE ALLA LUCE
  • 3. SVALUTAZIONI
  • 4. EIDOLOPOIESI
  • NOTE

  • NOTE* Con il consenso dell'autore, pubblichiamo la registrazione di un intervento al colloquio Immagine in movimento e movimento dell'immagine (Festival "Adriatico Cinema", Cattolica, 6 giugno 1998). Per renderlo pubblicabile, l'autore si è limitato a qualche ritocco formale, ad alcune necessarie integrazioni e all'aggiunta delle note.

    ** Franz Schubert's Letters and Other Writings, a cura di O.E. Deutsch, London 1928, p.77.
    [1] M. FOUCAULT, Introduzione a L. BINSWANGER, Sogno ed esistenza, SE, Milano 1993, p. 83. Ho già discusso altrove il tema del corpo vissuto come matrice delle immagini, delle metafore e del pensiero: cfr. M. GALZIGNA, Persona, struttura e storia (parte prima), in "Psichiatria generale e dell'età evolutiva", fasc.3, 1998 (in press).
    [2] J. JAYNES, Il crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza, Adelphi, Milano 1984, p. 74. Scorrettamente, Jaynes fa derivare l'inglese to be dal sanscrito bhu: è più corretto, invece, far derivare le parole inglesi — ed anche sanscrite — da radici indoeuropee.
    [3] J. PIAGET, La Formation du Symbole chez l'enfant, Delachau et Nieslé, Paris 1945, p. 196 e sgg.
    [4] Sul "film d'anima" cfr. R. DALLE LUCHE — A. BARONTINI, Transfusioni. Saggio di psicopatologia dal cinema di David Cronenberg, Mauro Baroni Editore, Viareggio — Lucca 1997.
    [5] Per la citazione, tratta dal romanzo cinematografico scritto dal regista russo, cfr. A. TARKOVSKIJ, Andrej Rublëv, Garzanti, Milano 1992, p. 202.
    [6] Cfr. L. BRUNSCHVICG, Héritage des mots, héritage des idées, PUF, Paris 1945, p. 98. Cito, qui, l'opera postuma di Léon Brunschvicg (1869-1944): dominò la Sorbona — e la cultura universitaria francese - tra le due guerre; fu il fautore di un idealismo neo-kantiano, ricco di venature positiviste, che riduce la filosofia ad una teoria della conoscenza; considerò le scoperte della scienza (ivi compresa la relatività di Einstein) come il compimento del progresso dello spirito inaugurato dalla filosofia. Il progresso dell'esprit, che si sviluppa ininterrotto partendo da Platone, passando per Kant ed arrivando fino ad Einstein, lascia ben poco spazio ad una valorizzazione dell'immagine come strumento della conoscenza. In questo clima spirituale poco favorevole, in Francia, al confronto con Freud, con Husserl e con la cultura tedesca, i contributi di Bachelard (epistemologo, storico delle scienze, attento alla psicoanalisi e alla fenomenologia), gli esordi antropologici del giovane Lévi-Strauss nei "tristi tropici", i lavori di Aron (allievo di Brunschvicg) sulla sociologia e sulla filosofia della storia tedesche e le due ricerche di Sartre sull'immaginario — entrambe aperte alla fenomenologia husserliana (cfr. nota 12) — rappresentarono senza dubbio importanti sintomi di rinnovamento culturale e di abbandono del tradizionale provincialismo. I libri di Bachelard, molto usati da Durand (cfr. nota 7), sulla "psicoanalisi oggettiva" e sull'immaginazione (imperniati sull'analisi della presenza dei quattro elementi — aria, acqua, fuoco, terra — nella vita psichica), meriterebbero una trattazione specifica, che rimandiamo ad altra occasione.
    [7] Andrebbe rivisitata, su questi temi, tutta l'opera — poco nota in Italia — dell'antropologo francese Gilbert Durand, fautore di uno strutturalismo figurativo che assegna all'immagine un rilievo non solo ontologico, ma anche pedagogico, morale e politico. Si veda intanto G. DURAND, L'imagination symbolique, P.U.F., Paris 1989 (agile sintesi, con una bibliografia essenziale, utile per un primo orientamento).
    [8] Riprendo, qui, temi e motivi già sviluppati altrove: M. GALZIGNA, Artaud l'irriducibile, in: AA.VV., Linguaggio, ragione e follia, a cura di R. Beneduce, E.S.I., Napoli 1990, pp. 213-233 (per le citazioni di Artaud riportate nel testo, rinvio il lettore a questo saggio).
    [9] S. SONTAG, Sotto il segno di Saturno, Einaudi, Torino 1982, p. 57.
    [10]M. FAGIOLI, Istinto di morte e conoscenza, Nuove Edizioni Romane, Roma 1996 (ottava edizione), pp. 105-106. Ho ipotizzato, sulla base di alcune ricerche di carattere storico, che le radici profonde della malinconia siano da collegarsi ad una nostalgia dell'osmosi intrauterina, ad un dolore per la perdita di uno stato fusionale originario e irripetibile. Cfr. M. GALZIGNA, Una coscienza piena di mondo, in: AA.VV., Il vivente e l'anima, "BioLogica", 4, 1990, ed anche M. GALZIGNA, L'enigma della malinconia, in "aut aut", 195/196, 1983. Si veda, di O. RANK, Il trauma della nascita (1924), Sugarco, Milano 1990.
    [11]H. BERGSON, Materia e memoria, Laterza, Roma-Bari 1996, pp. 13-61. G. DELEUZE, Cinema 1. L'immagine-movimento, Ubulibri, Milano 1984, pp. 74 — 90.
    [12]J. P. SARTRE, Immagine e coscienza. Psicologia fenomenologica dell'immaginazione, Einaudi, Torino 1960, pp. 286-287. In tutta la prima parte della Conclusione, Sartre sviluppa e ribadisce questo punto di vista (pp. 275 — 289). Per la traduzione italiana del lavoro del 1936, cfr. J. P. SARTRE, L'immaginazione. Idee per una teoria delle emozioni, Bompiani, Milano 1962, pp. 7 — 140.
    [13]J. P. SARTRE, Immagine e coscienza, op. cit., p. 286.
    [14]Cfr. J.-P. VERNANT, Image et Apparence dans la théorie platonicicenne de la ‘Mimesis', in "Journal de Psychologie", 2, 1975. Per la traduzione italiana si veda: J.-P. VERNANT, Nascita di immagini e altri scritti su religione, storia, ragione, Il Saggiatore, Milano 1982, pp. 119 — 152. Sul concetto di immagine nella cultura e nella religiosità romana, si veda il saggio di R. DAUT, Imago. Untersuchungen zum Bildbegriff der Römer, Carl Winter — Universitätsverlag, Heidelberg 1975 (cfr. soprattutto pp. 41-54), cortesemente segnalatomi da Paolo Mantovanelli.
    [15]M. VEGETTI,
    L'etica degli antichi, Laterza, Roma-Bari 1989, pp. 114-115.
    [16]A. EINSTEIN, Opere scelte, a cura di E. Bellone, Bollati Boringhieri, Torino 1988, p. 63.
    [17] Su questi temi rinvio allo straordinario saggio di A. I. MILLER, Imagery in Scientific Thought, Birkhäuser Boston Inc., 1984 (cfr. in particolare pp. 219 — 276); il saggio mi è stato segnalato da Lauro Galzigna — biochimico e pittore di icone — con il quale ho piacevolmente ed utilmente discusso le tesi di Miller. Anche il grande matematico Jacques Hadamard (1865- 1963) sostenne l'importanza delle immagini nel campo dell'invenzione matematica. Cfr. J. HADAMARD, La psicologia dell'invenzione in campo matematico, Cortina, Milano 1993. Per una trattazione del problema dal punto di vista cognitivista, cfr. S. M. KOSSLYN, Le immagini nella mente, Giunti — Barbera, Firenze 1989.
    [18] Cfr. F. PETRELLA, Turbamenti affettivi ed alterazioni dell'esperienza, Cortina, Milano 1993, pp. 230-239.
    [19]G. DURAND, Le strutture antropologiche dell'immaginario, Dedalo, Bari 1987, p. 30.

    [20]Mi sono limitato, in questo testo, ad indicare sommariamente i primi spunti problematici di una ricerca in fieri sulla funzione dell'immagine nella vita inconscia. Almeno quattro piste analitiche andranno percorse sistematicamente: 1) Il rapporto tra immagine e inconscio nella tradizione psicoanalitica, da Freud alla Klein fino a Lacan; 2) Lo statuto dei contenuti storico-sociali dell'inconscio nella psicoanalisi contemporanea, oltre il riduzionismo edipico freudiano; 3) L'utilizzazione di alcuni importanti risultati della ricerca antropologica (a partire da Bachelard e da Durand); 3) La relazione tra l'immagine vista come contenuto precategoriale dell'inconscio ed il ruolo dell'immagine nella cultura occidentale, a partire dall'anatema platonico (si tratterà insomma di innestare la riflessione critica e teorica sulle solide fondamenta di un approccio storico-genealogico). Ho aperto una discussione su questi temi con Andrea Angelozzi, Luigi Boccanegra, Gerardo Favaretto, Fausto Petrella, Albertina Seta, Roberto Speziale-Bagliacca, Mario Vegetti e Silvia Vegetti Finzi: generosi sia nei consigli che nelle critiche.

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