La sequenza è impressionante. All'inizio la donna si guarda in giro con la faccia inespressiva tipica di alcuni ammalati di Parkinson. Di colpo assume un aspetto preoccupato, poi disperato, sino a scoppia in un pianto inconsolabile rotto solo da espressioni di disgusto per se stessa invocazioni di morte. In- fine, altrettanto bruscamente, torna il sereno: la donna sorride, anzi scherza giocosamente con chi la interpella.
Con un video della durata di pochi minuti i neurologi dell'Ospedale Salpetriere di Parigi hanno documentato un fenomeno inatteso che getta una luce inedita sulla psiche umana. L'occasione per la scoperta nasce da una tecnologia di recente introduzione per la cura del Parkinson, che consiste nell'impianto di una specie di pace-maker per stimolare i gangli nervosi alla base del cervello: si ottiene così, in molti casi che non rispondono ai farmaci, un notevole miglioramento dei sintomi, ovvero della rigidità, dei tremori e della difficoltà a muoversi.
La donna del video 65 anni, ed è malata da trenta. L'episodio di depressione acuta è avvenuto mentre i medici provavano, dopo l'intervento, quali tra gli elettrodi impiantati dava i migliori effetti positivi. Hanno così scoperto che la stimolazione di un'area minuscola (in un nucleo chiamato sostanza nera) provoca nella loro paziente uno stato d'animo di disperazione violenta che pesiste solo per la durata della stimolazione elettrica. Gli altri elettrodi, distanti pochi millimetri, danno invece solo i miglioramenti sperati per il Parkinson. La cosa è stupefacente, perché sinora gli esprimenti di stimolazione elettrica del cervello (iniziati sin dagli anni Trenta) avevano prodotto solo risposte elementari, come movimenti o sensazioni visive o uditive. Mai si sarebbe penato che un'emozione complessa come la tristezza si potesse produrre eccitando una piccola area nervosa, per di più non associata con la regolazione dell'umore.
Gli esperti vedono ormai aprirsi strade che potrebbero portare lontano, in direzioni imprevedibili: che cosa significa sul piano sociale e morale acquisire la capacità di modificare a piacimento sentimenti, esperienze e comportamenti con qualche filo impiantato nel cervello ?. (Roberto Satolli)