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"Outsideof a dog, a book is a man's best friend.
Insideof a dog, it's too dark to read."
GROUCHOMARX

Autore:Giovanni Jervis
Titolo:La conquista dell'identità
Milano,Feltrinelli, 1997, £ 24.000, pp. 165

L'autore nonha certo bisogno di presentazioni: è forse uno degli psichiatriitaliani noto anche al grande pubblico dei non addetti ai lavori. Con questoagile e stimolante saggio sull'identità egli ripercorre strade giànote, ma propone nuove riflessioni. Lo spunto del libro nasce da conferenze,lezioni e conversazioni preparate per un pubblico curioso e non specializzato,e questo spiega il tono divulgativo, comunque mai banale del testo. Interessantel'appendice sull'evoluzione del concetto di identità personale,con un'ampia disamina sia dal punto di vista storico che linguistico inpsicoanalisi del concetto di self.
Fin dalleprime battute l'autore cerca di dare una risposta alla domanda: Cos'èl'identità di una persona? Risponde senza indugio: Riconoscersied essere riconoscibili.
Ed èquesta pronta risposta ad incoraggiare il lettore curioso a procedere confiducia nell'operazione di dare senso compiuto al quesito.
Essere riconoscibili,dunque, innanzi tutto a sé stessi.
W. Jamesscriveva nel 1980: "Chiunque di noi destandosi dice: ecco di nuovo il miovecchio me stesso, ecco il mio vecchio letto, la stessa vecchia stanza,lo stesso vecchio mondo". Già nel ritrovarsi al risveglio, ritornandoalla realtà quotidiana dall'oblio del sonno e dal mondo variegatodei sogni, io, per così dire mi ritrovo, ... dunque io sono 'così':rieccomi". E inseparabile da un senso di autoappartenenza, vi èun'autodefinizione, che è anche un'autodescrizione. Questa autodescrizionesi apre però su un mondo di incertezze.
E' possibilecambiare identità?
Giàil trascorrere del tempo, e le tappe fisiologiche dell'esistenza ci espongonoa questo problema. Ma la letteratura e la S.F. ci propongono numeroseipotesi bizzarre, non meno delle proiezioni basate sulle applicazioni possibilidella realtà virtuale. Ma come ovviare al senso di precarietàdel senso di identità? La serietà del quesito è confermatadal fatto che tutta la clinica moderna della mente ad indirizzo psicodinamico,erede delle formulazioni storiche di Freud e Jung, da alcuni anni ha postoal centro delle proprie preoccupazioni proprio questa tematica. Lastoria della psicoanalisi moderna è caratterizzata da un progressivospostamento di attenzione della problematica del conflitto a quelladella fragilità, che sul piano della valutazione in psicopatologiasignifica spostare l'attenzione dallo studio della vita psichica normale,che ha per confine la nevrosi a quello molto più critico che èsul confine della psicosi. Il campo in esame va dall' insicurezza ontologica(già formulata da Laing) allo studio delle difese narcisistichee delle dinamiche dei rapporti di tipo narcisistico. L'autore giunge quindia formulare un'ipotesi circa la natura umana: che tra i bisogni essenzialie primari sia da annoverare anche l'esigenza di costruire e difendere un'immaginedi sé, dotata di una solidità minimale, che ci consenta diesistere senza
dissolverci.Poiché, come i romanzieri e gli artisti sanno bene, nulla spaventadi più il subconscio della sensazione di essere assolutamentenessuno, e in questo annullamento dell'identità si lega allapaura di assumere un'identità aliena. Ed è altresìovvio, secondo questa linea di pensiero, che il maggior senso di precarietàè accentuato dalla cultura della modernità che èsoprattutto cultura del disincanto (Max Weber), dell'individualismoe delle opportunità molteplici, che altresì diventa in negativola cultura dello sradicamento.
L'autoreaffronta poi il tema, molto interessante per il clinico, delle falseidentità e del falso sé. Furono Helene Deutsche Winnicott ad occuparsi del tema , individuando alcuni casi clinici emblematiciche presentavano il sintomo della "falsa personalità" (falseself), ovvero una identità psicologica contraffatta. Questacontraffazione della personalità avverrebbe per una patologica compiacenza.
Si trattainfatti di soggetti che si presentano agli altri non già secondola formula io sono così, vediamo se mi volete, ma utilizzandouna sorta di mimetismo, una maschera sociale. La formula che individuanoè dunque: guarda caso, io sono proprio come voi mi volete.La disamina passa poi attraverso l'esemplificazione di casi clinici altema molto importante dei falsi ricordi. E non manca un accennoanche al problema della personalità multipla, non completamentechiarito dal punto di vista nosografico. Nell'indicare le principali conclusionia cui approdano gli studi moderni sul tema trattato, il libro propone allettore alcuni strumenti chiarificatori per l'analisi dell'identitàpersonale, che possono costituire uno strumento efficace anche in campoclinico.


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