
  DENTRO UN QUADRO DI MONET......
La donna è minuta, porta un vestito leggero e un cappellino di paglia intrecciata in capo, un velo di tulle le copre il viso, le con-fonde i lineamenti e svolazza lieve sopra il corsetto di pizzo.
L'ombrello, appoggiato alla spalla, la ripara dal sole e dal vento che, a folate, pettina e spettina l'erba alta sul crinale fiorito.
Le nuvole accelerano, rallentano, si allungano, si arrotolano, si fondono, si dividono, si inseguono verso nord in un cielo cobalto: domani pioverà, ma oggi è bello sentirsi addosso il vento d'Africa che sa già un po' d'estate.
La donna ha un fiore giallo in vita, la gonna bianca è uno schermo in movimento su cui riverberano i fiori e la verzura ondeggiante, il sole gioca a rimpiattino, sorge e tramonta tra le nubi.
L'uomo risale, curvo, il declivio, lasciando una traccia nell'erba, abbassa sulla fronte la falda del panama perché il vento non lo faccia volare via.
La donna in alto attende, immobile e sospesa.
La donna è una ragazza, ora sorride.
Ha i fianchi sottili e sotto il cappellino di paglia i capelli neri sono raccolti in crocchia sulla nuca, il seno va su e giù, impaziente; il vento le fruscia tra le pieghe sottili della lunga sottana.
L'uomo è quasi arrivato in cima alla collina , lei chiude l'ombrellino parasole di tela verde e tiene con una mano il velo e il cappellino; l'uomo si toglie il panama e lo agita, la donna che è una ragazza gli va incontro leggera e il suo piede prudente schiaccia una margherita.
La donna allarga la gonna e si siede sull'erba, toglie gli spilli che trattengono il velo e il cappello, scuote la testa e i capelli ondulati le si sciolgono sulle spalle, le mani in grembo, le gambe allargate con le punte dei piedi ritte, come le bambole.
L'uomo le siede accanto, ha la giacca di lino sul braccio e si asciuga il sudore dalla fronte col palmo della mano.
La donna sospira, l'uomo si sdraia sull'erba, appoggia il capo sull'avambraccio piegato, attorciglia intorno a un dito un filo d'erba e lo strappa.
L'uomo e la donna sono distesi sull'erba, lui mordicchia il filo d'erba, lei canticchia una canzone.
Guardano le nuvole che corrono nel cielo, odore di terra umida, ronzii di insetti, richiami di contadini lontani, portati dal vento.
Lei chiude gli occhi e cerca la sua mano, l'erta del colle allunga la sua ombra, l'aria si fa più fina.
Presto sarà sera.
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