logo pagina
logo pagina
logo pagina
logo pagina
logo pagina
logo pagina
logo pagina
logo pagina
logo pagina


spazio bianco

DENYNG THE DYING

NEGARE LA MORTE

COHEN LM, MCCUE JD, GERMAIN M, WOODS A
PSYCHOSOMATICS 38: 27-34; 1997

Introduzione: anche se in letteratura si trovi l’impressione che la maggior parte dei pazienti desiderano esprimere i propri desideri e le proprie opinioni riguardo alla cura, l’impressione è che esistano barriere di tipo psicosociale (es. evitamento e negazione) che sono sottovalutate e che rendono difficile l’espressione e la formulazione di tali desideri. L’insuffucienzaa renale allo stadio terminale (ESRD) fornisce un modello clinico ideale per un’analisi empirica della preferenza del paziente riguardo al continuare o all’interrompere trattamenti salvavita. Negli ultimi 20 anni, i pazienti dializzati sono decuplicati e rappresentano una parte crescente della popolazione anziana e dei pazienti medici cronici.

Scopo: è stata costruita è quindi somministrata a un gruppo di pazienti dializzati e ai loro medici curanti un’intervista strutturata, con lo scopo di valutare l’atteggiamento rispetto al proseguire o all’interrompere la dialisi.

Metodo: è stato scelto un campione di 121 pazienti dal programma di dialisi del Western Massachussets Kidney Center (WMKC). È stata utilizzata un’intervista strutturata, appositamente sviluppata, che investigava: dati biografici, stato fisico e psichico, conoscenze e credenze sull’interruzione della dialisi e istruzioni anticipate fornite dai pazienti rispetto alla cura. Inoltre, ai 7 medici nefrologi e ai 2 chirurghi che si occupavano di questi pazienti fu chiesto se avevano una tessera di donatori, se avevano loro stessi espresso istruzioni anticipate rispetto alla loro cura e se avevano testamento.

Risultati: la maggioranza dei pazienti (n=89; 74%) non ha mai considerato di interrompere la dialisi e non ha neanche discusso con medici o familiari le circostanze in cui il trattamento dovrebbe venire interrotto. Solo 7 pazienti (6%) avevano espresso anticipatamente le loro istruzioni rispetto alla cura; erano tutti uomini (P=0.019), con un livello di educazione superiore (avevano frequentato almeno il college) ed erano in dialisi da un periodo di tempo breve (in media 12 mesi). Tra i medici, 1 nefrologo (l’unica donna) aveva espresso in maniera formale le proprie istruzioni anticipate rispetto alla cura; 4 medici (3 nefrologi e 1 chirurgo) avevano la tessera di donatori di organi.

Conclusioni: la maggior parte dei pazienti con ESRD raramente prende in considerazione o discute di quegli aspetti alla morte o all’interruzione del trattamento. Inoltre, solo 1/3 dei pazienti ritiene che i medici siano a conoscenza dei loro desideri nel caso in cui si trovassero nella condizione di non poterli esprimere. Anche con i parenti, le discussioni riguardo questi temi sono rare. Inoltre, anche si i nefrologi, nell’anno precedente allo studio, avevano interrotto la dialisi almeno in un caso, solo l’11% dei pazienti era a conoscenza di questo fatto. Il basso numero di pazienti che ha fornito istruzioni anticipate rispetto alla cura mette in luce uno stile di coping improntato alla negazione. spazio bianco

RED CRAB DESIGN

spazio bianco

Priory lodge LTD