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JudithL. Rapoport, Deborah R. Ismond

DSM-IV Training guide for diagnosisof chilhood disorders (1996)
trad. it.: DSM-IVGuida alla diagnosidei disturbi dell'infanzia e dell'adolescenza
a cura di V. Caretti, N. Dazzi, R. Rossi,Milano, Masson,2000, pp. 325, £ 52.000

Coloro che si occupanodi psicopatologia clinica infantile sanno bene che la formulazione diagnosticaè un campo complesso, che comprende i tentativi di riconoscere,di situare e di descrivere i sintomi dei disturbi mentali, di ricostruirela loro evoluzione, di spiegare i molteplici aspetti cognitivi e affettividella specifica condizione di un singolo individuo.
I curatori dell'edizione italiana, delmanuale DSM-IV Guida alla diagnosi dei disturbi dell'infanzia e dell'adolescenza,indicano come una formulazione diagnostica efficace dovrebbe raccoglieretutte le scoperte del processo diagnostico in una sorta di mosaico idealeche dovrebbe ricostruire il più  fedelmente possibile i variaspetti del caso che si sta esaminando, e fornisce una base per stabilirele modalità del trattamento più efficace di quella fornitadalla diagnosi categoriale: in virtù di questa peculiare sistematizzazioneil caso individuale viene collegato ad altri casi simili, riunendo l'insiemedei fattori biologici, psicologici e sociali e dando un loro significatonella peculiarità della relazione clinica.

Oltre il problema dellapossibile contiguità fra i disturbi del bambino e i disturbi mentalidell'adulto, il clinico che si occupa di psicopatologia infantile si interessadi tutte quelle condizioni che permettono di classificare i casi osservatisenza trascurare la specificità del suo campo e il suo modo di relazionarsial paziente. Ciò significa non solo conoscere la classificazionedei disturbi mentali infantili, ma anche acquisire una classificazionespecifica che possa rendere conto della posizione del suo particolare dellaclinica infantile.
Gli autori, consci delle critiche sollevatedagli oppositori della classificazione descrittiva, sostengono che la sceltadi un termine diagnostico - se usato correttamente - non corrisponde necessariamentead una etichetta negativa in senso assoluto, bensì in certi casipuò migliorare le aspettative sociali e favorire la pazienza e l'incoraggiamentopiuttosto che la punitività e la derisione.

La classificazione basatasul DSM-IV ha quindi lo scopo di fornire i criteri diagnostici che permettonola migliore affidabilità durante la fase della valutazione clinicain cui le singole unità morbose devono essere differenziate e reciprocamentelegate. Le categorie diagnostiche proposte nel DSM-IV tentano di descriveresistematicamente e compiutamente la psicopatologia così come lasi incontra nella pratica clinica, e in molti casi la capacità descrittivaè stata aumentata introducendo liste di sintomi e indicazioni disoglia all'interno dei criteri diagnostici. Lo studio della psicopatologiadell'età evolutiva si circostanzia meglio in questa recente classificazionepiuttosto che in quelle tradizionali che erano spesso ricalcate su quelleper gli adulti. Come sottolineano i curatori, questo testo ha il meritodi offrire uno valido strumento per la diagnosi dei disturbi dell'infanziae dell'adolescenza - correlato al DSM-IV, e al tempo stesso chiarisce ledifferenze che emergono nel processo diagnostico, correlando il campo dellapatologia degli adulti con quella dei bambini. Inoltre questa guida riportaconsiderazioni sulle manifestazioni dei disturbi, sulla differenziazionetra le sindromi e sulle loro particolari caratteristiche, nonchémateriale clinico descrittivo dei singoli casi ad illustrazione dei quadriclinici. 

L'approccio multiassiale del DSM viene proposto come strumento per inquadrare il bambino da diverseprospettive. Infatti permette di esplorare sia i fattori esogeni che influenzanolo sviluppo e le cause dei disturbi, sia le capacità e le limitazioniintrinseche del bambino. Gli Autori comunque ricordano che come modellofenomenologico, la struttura del DSM richiederà continui cambiamenti:il clinico quindi deve mantenere un atteggiamento obiettivo verso la diagnosi,prendendo coscienza sia dei vantaggi ma anche dei limiti dei criteri diagnosticidescrittivi. In molti casi infatti, descrizioni apparentemente chiare eprecise di comportamenti richiedono valutazioni difficili e totalmentesoggettive. Il sistema diagnostico rappresenta uno strumento prezioso seusato con cura e con la mente rivolta verso possibili miglioramenti.
 
 

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