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PREMESSA

di Edoardo Balduzzi

L'articolo che POL.it pubblica e che raccomando alla riflessione anche come segno di una mia antica gratitudine è tratto dalla monograflia dello psichiatra statunitense M.A.Woodbury, intitolata' "L'ÉQUIPE THÉRAPEUTIQUE" e comparsa nel dicembre 1966 sul n. 10 della rivista "L'information psychiatrique' (p. 1035-1142). Il merito della pubblicazione va riconosciuto a P.C. Racamier e ad H. Vermorel, i due psichiatri francesi che per sei anni avevano un po' fatto da padrini, in Europa, al collega americano.

Il primo dei due ne aveva ammirato l'attività alla clinica di Chestnut Lodge, convincendolo poi a venire in Europa per cooperare inizialmente due anni con la casa di cura svizzera "Les rives de Prangins" e in seguito con l'esperimento parigino del "XIII arrondissement", dove W., dopo avervi "inventato" l'ospedalizzazione a domicilio, rimase sino al 1970, quando finì con l'abbandonare l'Europa; da allora non ebbi più notizie di lui.

In tutta la monografia il capitolo dei "Frênes", rafforzato da un singolare talento letterario, è di gran lunga il più significativo. Esso rappresenta un po' il cuore, il centro trofico della filosofia biopsicosociologica dell'Autore, così come si era a mano a mano dipanata in un reparto agitati dell'ospedale psichiatrico di Washington. Il tutto si condensa in una riflessione antropologica che conserva, dopo quasi cinquant'anni, la chiave di una verità in grado di farci sentire personalmente all'interno del problema. Mi si perdoni la battuta: è come se avessimo a che fare con una favola psichiatrica costruita su un rigore scientifico ineccepibile.

W., infatti, non rifiuta nulla: dal rivisitare, in chiave sociologica, la semeiotica tradizionale, all'opportunità dei ricorsi psicoanalitici, a una lungimiranza politica profondamente centrata sulle risorse umane e convinta di una loro dinamica costantemente produttiva, sino al punto dell'autoriconoscimento nella reciprocità.

Aggiungo solo che l'esempio di W. ha rappresentato una luce costante nei momenti più bui dell'esperienza antimanicomiale degli ultimi trent'anni. Invito il lettore a rendersene immediatamente conto.

31 ottobre 1999

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