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Quinte Giornate Psichiatriche Ascolane
IL DELIRIO: UBIQUITARIO E NON SEMPRE INUTILE

ASCOLI PICENO
PALAZZO DEI CAPITANI
12 - 15 MAGGIO 2004

IL CONGRESSO ON LINE - REPORT ED INTERVISTE ESCLUSIVE DALLE SALE CONGRESSUALI


INTERVISTA GIULIO PERUGI

ìIeri il Prof. Callieri durante il suo intervento sul delirio ha detto una cosa molto giusta,a mio avviso, rispetto agli aspetti psicoterapici, cioeí ha detto che il delirio eí curabile dal punto di vista psicoterapico se il paziente eí in grado di comprenderne gli aspetti simboliciÖe quindi si puoí prescindere dal contenutoÖ
Il problema emerso oggi mi pare quello dellíindividuare delle terapie farmacologiche, che fanno necessariamente parte di una terapia integrata, che siano il piuí possibile efficaci, mi sembra di capire che, in realtaí, siamo molto lontani dallíaver individuato una terapia specificaÖî ìÖChe eí poi un discorso analogo a quello fatto dal Prof. Callieri,: se diciamo che possiamo trattare i deliri solo se il paziente ne comprende il contenuto simbolico del delirio, significa che possiamo trattare solo una parte minore dei deliri, che ha uníaderenza minore al vissuto psichico, percheí se uno eí capace di distanziarlo e di vederne gli aspetti simbolici, insomma, eí un delirante che per lo meno ha una grande parte di seí capace di criticare certi aspettiÖlo stesso vale per la terapia farmacologicaÖî
ìOvvero?î
ìOvvero noi abbiamo degli strumenti che possano intervenire, ci sono forme che non sono croniche, che non sono strutturate, che si inseriscono in un certo contesto personaleÖsu cui, se interviene in un certo momento, anche dal punto di vista farmacologico, si puoí avere un intervento, con gli antidepressivi in certe forme, gli SSRIs in particolare, e con gli antipsicotici in certe forme, che puoí essere risolutivoÖpraticamente la difficoltaí della terapia sta nelle forme croniche, radicateÖha provato ha convincere un interista che avrebbe maggiori soddisfazioni se diventasse juventino?...provi a modificarlo con la psicoterapia e con i farmaci,Ölíaderenza alle proprie fedi, alle proprie credenze eí difficile da modificare con qualsiasi intervento, quindi non vedo la ragione per cui funzionerebbe meglio un intervento piuttosto che un altroÖed anche, ogni intervento ha il suo spazio díazione e la sua indicazione in un paziente piuttosto che un altro, probabilmente i due interventi insieme sono sinergici, comunque líefficacia che abbiamo eí parzialeÖSi potrebbe anche dire:îPercheí non avete farmaci che curano la demenza?îÖeh, percheí la demenza eí una malattia che si cura male, per le sue caratteristicheÖlo stesso eí per il delirioî
ìMa in futuro eí immaginabile individuare una classe di farmaci specifica?î
ìIn futuro eí immaginabile tuttoÖad esempio prima del 1950 nessuno avrebbe immaginato che esistesse un composto chimico che riduce líagitazione psicomotoria, peroí, poi si eí usato il Largactil, e da lií eí venuto il restoÖancora oggi per molta gente eí difficile immaginare che ci siano farmaci che cambiano gli stati díanimo, anche se poi quotidianamente noi beviamo ed il vino cambia il nostro stato díanimoÖnon eí facile direÖin futuro eí possibile tutto,Öci sono delle perplessitaíÖ.facevo prima líanalogia con la demenza, che presenta le stesse difficoltaíÖeí difficile, percheí se noi avessimo qualcosa che puoí influenzare il sistema di credenze di un individuo, sarebbe anche piuí pericoloso di quelli che influenzano le emozioniÖî
ìSu questo non cíeí dubbio, ma eí altrettanto vero che noi abbiamo questo povero corpo, per cui eí indubbio che, da qualche parte, un D2, D3, D4...coinvolto cíeíÖî
ìCerto, peroí eí difficile immaginare un farmaco con una selettivitaí díazione cosií specificaÖî

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COLLABORAZIONI

Dato l'alto numero degli avvenimenti congressuali che ogni anno vengono organizzati in Italia e nel mondo sarebbe oltremodo gradita la collaborazione dei lettori nella segnalazione "tempestiva" di congressi e convegni che così potranno trovare spazio di presentazione nelle pagine della rubrica.
Il materiale concernente il programma congressuale e la sua presentazione scientico-organizzativa puo' essere mandato via posta elettronica possibilmente in formato WORD per un suo rapido trasferimento online

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