logo pagina
logo pagina
logo pagina
logo pagina
logo pagina
logo pagina
logo pagina
logo pagina
logo pagina

Quinte Giornate Psichiatriche Ascolane
IL DELIRIO: UBIQUITARIO E NON SEMPRE INUTILE

ASCOLI PICENO
PALAZZO DEI CAPITANI
12 - 15 MAGGIO 2004

IL CONGRESSO ON LINE - REPORT ED INTERVISTE ESCLUSIVE DALLE SALE CONGRESSUALI


INTERVISTA GIUSEPPE BERSANI

I tre interventi di stamattina in qualche maniera tentavano di inquadrare la questione della terapia del delirio: líelemento che viene fuori eí che purtroppo il disturbo delirante eí fra i disturbi psichiatrici il piuí difficilmente aggredibile dal punto di vista farmacologico - vi sono opinioni diverse ñ ma fondamentalmente non eí facile da curare.Qual eí il Suo parere?
Intanto in termini pratici il paziente affetto da disturbi deliranti non si vuole curare e non si acchiappa. E se noi riusciamo a curare in qualche modo, anche con le buone o con le cattive, il piuí grave schizofrenico, il delirante paranoico difficilmente accetta di essere curato e quindi cíeí un ostacolo a monte. Detto questo, dobbiamo anche dire che nei pazienti in cui eí piuí grave il delirio i farmaci sono meno efficaci, risponde meglio un delirio che si situa in un contesto disorganizzato, affettivo, come nella schizofrenia e nelle psicosi affettive, piuttosto che un delirio che eí in fondo eí isolato, monosintomatico, il che mette molti dubbi sulla bontaí dei nostri modelli di delirio.
Questo potrebbe, peroí, anche significare che abbiamo vie nervose diverse e che pertanto non esista il delirio, bensií i deliriî
Eí probabile, anche se almeno nei contenuti il delirio del disturbo delirante eí molto vicino a quello dello schizofrenico, cambia la forma, non il contenuto. E quindi cíeí da pensare che líaspetto legato alla strutturazione del delirio abbia delle vie mielobiologiche diverse da quelle legate alla vita organizzativa del delirio a paritaí di contenuto. Mentre nel delirio schizofrenico gioca piuí la componente sottocorticale e limbica, emotiva, affettiva, se vogliamo, nei deliri del disturbo delirante conta invece molto di piuí la componente corticale, che eí meno attaccabile dai farmaci.
Sembrerebbe quindi qualcosa piuí propria dellíevoluzione della specie, come dire che il disturbo delirante puro eí proprio della specie umana pura, mentre il disturbo delirante meno organizzato, piuí affettivo eí proprio invece di molte specie?
Diciamo che il disturbo delirante puro eí un disturbo esclusivo del pensiero e come tale piuí appannaggio dellíuomo rispetto alle altre specie. Le forme deliranti che hanno una componente sottocorticale piuí importante, come sono la schizofrenia e le psicosi affettive, potrebbero in qualche maniera essere appannaggio anche di altre specie, anche se poi difficilmente ci si puoí accorgere del delirio di un cane o di un gatto, peroí in termini di basi biologiche ci potrebbe essere una maggior vicinanza.
Uníultima domanda: il futuro ci puoí far immaginare líarrivo di un farmaco specifico, oppure eí una speranza vana?
Per quanto riguarda la ricerca farmacologica attuale, i tentativi sono piuí rivolti a trovare dei farmaci che abbiano effetto contemporaneo sulla regione corticale e sottocorticale. I farmaci attuali prima tamponano líipotetica iperattivitaí dopaminergica limbica e poi pensano al resto. Non mi sembra che vi siano novitaí grosse, anche líaripiprazolo eí semplicemente un bloccante D2 a livello mesolimbico, quindi eí un neurolettico come gli altri, che forse rimodula líattivitaí dopaminergica controcorticale,riipotizzandone uníipoattivitaí e quindi avendo come target líarea negativa. Direi che al momento la ricerca farmacologia eí rivolta alla schizofrenia e non al disturbo delirante, quindi tiene piuí conto della pluridimensionalitaí della schizofrenia che non della monodimensionalitaí del disturbo delirante, pertanto questíultimo non eí un target della ricerca.

LINKS CORRELATI

COLLABORAZIONI

Dato l'alto numero degli avvenimenti congressuali che ogni anno vengono organizzati in Italia e nel mondo sarebbe oltremodo gradita la collaborazione dei lettori nella segnalazione "tempestiva" di congressi e convegni che così potranno trovare spazio di presentazione nelle pagine della rubrica.
Il materiale concernente il programma congressuale e la sua presentazione scientico-organizzativa puo' essere mandato via posta elettronica possibilmente in formato WORD per un suo rapido trasferimento online

Scrivi alla REDAZIONE DI POL.it
spazio bianco

spazio bianco

POL COPY