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Yokohama, sabato 24 agosto 2002

Altissimi i tassi di suicidio in Giappone: un progetto per limitarne il continuo aumento

YokohamaE’ iniziato oggi a Yokohama il XII Congresso Mondiale di Psichiatria, promosso dalla World Psychiatric Association.

In uno scenario sospeso tra la perfezione geometrica del Monte Fuji e l’oceano Pacifico, Yokohama offre in questa stagione l’insolita occasione di incontrare per strada i giapponesi in festa, con canti e balli, così come vuole la tradizione dei festival estivi di ringraziamento che si svolgono nella tarda estate in tutto il Giappone. Non sono in genere così espansivi i giapponesi, anzi sono fondamentalmente un popolo triste.

La depressione ed suicidio in Giappone costituiscono un problema enorme: ogni anno oltre 33mila persone si tolgono la vita in Giappone. Erano circa 20mila dieci anni fa e molti imputano alla crisi economica ed alla conseguente perdita di molti posti di lavoro la causa di questa tragedia.

Il Governo Giapponese ha promosso un piano triennale per combattere il continuo aumento del numero di suicidi: il Ministero della Salute Giapponese ha costituito un gruppo di lavoro di 18 esperti composto da psichiatri, sociologi e architetti. Il mandato è studiare ogni possibile soluzione che possa ridurre o contenere il numero dei sucidi, intervenendo sui fattori medici, sociali ed anche architettonici.
La maggior parte dei suicidi avviene infatti lanciandosi nel vuoto o sotto la metropolitana da parte di persone che soffrono di depressione e che hanno perso il lavoro. La Chuo Sen in Tokyo è una linea metropolitana molto famosa proprio per il grande numero di persone che ogni anno, a decine, si lanciano sotto il treno in arrivo alle fermate della metropolitana.
Il prof Sorimachi è patologo forense a Osaka, la seconda più popolosa città del Giappone: ha osservato che la maggioranza dei corpi di persone morte per suicidio nell’ultimo anno era costituita da maschi di mezza età che avevano perso il lavoro recentemente.

Perdere il lavoro in Giappone rappresenta quanto di più grave possa capitare ad una persona: il valore sociale e famigliare di una persona in Giappone è fondato principalmente sul ruolo lavorativo e negli ultimi anni il Giappone sta attraversando una grave crisi economica che produce la perdita di molti posti di lavoro.

I moderni samurai del lavoro sentendosi sconfitti sembrano ancora rispondere all’antico codice d’onore: il “bushido”.
Gli antichi samurai portavano sempre con se due spade, una per difendere l’imperatore l’altra per togliersi la vita in caso di disonore (rituale hara-kiri o seppuku secondo il codice d’onore “bushido).

Rubrica realizzata in collaborazione con

Associazione Laura Saiani Consolati - BRESCIA
http://www.psichiatriabrescia.it

COLLABORAZIONI

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